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Cibo & Birra: plumcake alla zucca e mandorle

by 11 Ottobre, 2023

Benvenuto autunno! Cambia la stagione e cambiano le percezioni. Abbiamo bisogno di essere avvolti e coccolati anche dal cibo che prepariamo. Questo plumcake racchiude alcuni ingredienti dell’autunno che adoro e che lo caratterizzano e lo rappresentano al meglio.

Preparate questo plumcake non solo per la colazione o la merenda, io lo trovo intrigante e perfetto anche per una serata conviviale accompagnandolo con una birra. Ci racconta la sua idea di abbinamento Chiara Andreola, Sommelier della birra e socia de Le donne della birra.

“Nell’abbinare una birra a questo plumcake alla zucca, ammetto che sono di parte: nel senso che non posso non associare al sapore della zucca quello della Belgian Golden Strong Ale. E questo non perché sia l’unico accostamento possibile, ma perché ho un gradevolissimo ricordo di una soupe au poitiron – zuppa alla zucca, per i non bilingui – mangiata a Gand (o Gent che dir si voglia) assieme appunto ad una Belgian Golden Strong Ale. Del resto, si sa, anche le emozioni – così come sensi diversi dal gusto e dall’olfatto – possono entrare in gioco nello scegliere un accostamento. In ogni caso, si tratta di un abbinamento che – ricordi o no – ha la sua ragion d’essere: i profumi speziati del lievito belga, che accompagnano la bevuta anche al palato, contribuiscono a “insaporire” il plumcake facendo da contrappunto alla componente dolce; così come nella birra la dolcezza del corpo viene bilanciata appunto da questa speziatura e dal finale secco, con un’amaricatura che pur non dando l’impressione di essere pronunciata è in realtà sufficientemente robusta da riequilibrare i sapori di cereale mielato dati dal malto” Chiara Andreola

Ingredienti e procedimento:

100 g di polpa di zucca varietà Hokkaido o Delica (cotta in forno e frullata)

200 g di zucchero semolato bianco

200 g di uova

1 presa di sale

 200 g di farina 00

70 g di fecola

125 ml di olio di mais o di arachide

30 g di farina di mandorle

 1 cucchiaino di estratto di vaniglia (o i semi di ½ bacca)

18 g di lievito senza fosfati

Imburrare e foderare con carta forno uno stampo da plumcake (misura interna 7 x 23 cm) e lasciarlo riposare in frigo mentre si prepara la torta. Accendere il forno a 190°C ventilato.

Montare le uova con lo zucchero e il sale fino a quando il composto sarà bello spumoso e chiaro, ci vorranno ameno 10 minuti. Unire alle uova montate metà circa della farina già miscelata con lievito e fecola, unire la farina di mandorle e la polpa di zucca. Mescolare con le fruste a mano fino a quando il composto è amalgamato (non andare oltre). Unire l’olio in 3-4 volte e ogni volta far assorbire, quando l’olio è ben assorbito unire la farina rimanente. Mettere il composto nello stampo da plum cake e con una spatola ben imburrata fare il taglio caratteristico.

Cuocere a 175°C per i primi 10 minuti in modalità statico e proseguire la cottura in modalità ventilato per altri 35-40 minuti.

Potete servirlo così com’è per la colazione o con un tè pomeridiano, renderlo goloso farcendolo con una ganache al cioccolato accompagnandolo con la birra dell’abbinamento proposto per le chiacchiere del dopo cena.

Crostoni con affettato vegetale al pepe e salsa bianca

by 4 Ottobre, 2023

La fretta non va d’accordo con il mangiare bene? A volte bisogna saper scegliere gli ingredienti giusti da tenere a portata di mano per poter fare un pranzo veloce, sano, sostenibile e soprattutto super gustoso!

Ho scelto di inserire in questa ricetta gli affettati vegetali della linea Felsineo Veg perchè dopo aver compreso la loro realtà, li ho assaggiati e ho deciso di abbracciare la loro filosofia, sanno tutti che non sono nè vegetariana nè vegana, ma l’idea di diminuire l’utilizzo della carne rossa sostituendola con prodotti di alta qualità comunque ricchi in proteine e facili da reperire al supermercato mi ha davvero convinta.

Ho preparato una salsa bianca per condire il mio crostone di pane, ho utilizzato l’affettato al pepe (potevo farmelo scappare?) e il cavolo viola affettato e qualche pomodorino.

Per la salsa:

100 g di fiocchi di latte, 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 1/2 cucchiaino di senape, 2 prese di sale, 1/2 tazzina di acqua, 1 cucchiaio condimento bianco (Varvello). Niente pepe, ovviamente.

Frullare il tutto e portare a giusta consistenza.

Lavare ed affettare il cavolo viola e condirlo con la salsa preparata.

Farcire il crostone di pane tostato con il cavolo condito con la salsa, l’affettato vegetale al pepe, alcuni pomodorini tagliati a metà e dell’altro cavolo, salare leggermente e oliare se gradito.

si ringrazia Frigomagazine e Felsineo veg per la fiducia.


Cibo & Birra: insalata di anguria e caprino con verdure dell’orto

by 10 Luglio, 2023

Quando si pensa all’anguria non si può fare altro che sentirsi immersi nell’estate e nella sua calura e cosa c’è di meglio di una bella fetta di anguria che rinfresca il corpo e i pensieri?

La sua naturale acquosità e la piacevole dolcezza rendono questo frutto perfetto da solo, ma ho voluto trasformarlo in un piatto estivo veloce e corroborante, l’accostamento con un formaggio così gustoso e sapido sembra azzardato ma non è affatto così, i due gusti così diversi si fondono alla perfezione regalandoci sapore e freschezza allo stesso tempo.

Continuiamo a rinfrescarci abbinando la giusta birra, dopo la ricetta c’è il racconto dell’abbinamento birrario scritto dalla Beer Sommelier Federica Russo de Le donne della birra APS .

per 4-6 persone

1 anguria (2 kg)

300 g di caprino morbido o una robiola di Roccaverano

1 cipolla rossa fresca tipo Tropea

200 g di pomodorini gialli

origano o maggiorana

Sale, pepe nero e olio extra vergine di oliva

Affettare la cipolla e metterla in ammollo con acqua e aceto di mele. Se il caprino è morbido lavorarlo con la forchetta, salarlo leggermente e peparlo; mettere in sac a poche; se il caprino è una robiola tagliarla a fettine.

Affettare l’anguria in modo trasversale allo spessore di 2 cm. Con un ring o un coppapasta di misura adeguata estrarre il cuore delle fette, eliminare tutti i semi.

Tagliare a spicchi o lasciare interi i cerchi a piacere.

Impiattare gli spicchi di anguria su un vassoio, distribuire in modo regolare il formaggio, i pomodorini tagliati a metà e la cipolla scolata e asciugata. Salare gli spicchi e le verdure, profumare con la maggiorana fresca e oliare con cura.

Servire fresco.

Abbinamento birrario:

Ma quanta estate c’è in questo piatto!!! Caprino, anguria, pomodorino giallo e cipolla di Tropea, già solo con i loro colori, richiamano la bella stagione, ma combinati in questa ricetta creano un gran bell’effetto. Complice, anche, l’impiattamento molto curato che fa venire subito l’acquolina in bocca…non si dice, infatti, che si mangia prima con gli occhi?!?

Abbinare questo piatto ad una birra sembra proprio una sfida degna di un western.

Abbiamo quattro ingredienti dalla personalità molto spiccata, un po’ come “I quattro dell’Ave Maria”. Non pensiate sia solo il caprino, con le sue note acide, lattiche e pungenti, a guidare la scelta verso lo stile più adatto. L’anguria si presenta come l’ingrediente più innocuo e invece, con la sua particolare dolcezza, può nascondere qualche insidia per il nostro palato. Il pomodorino giallo ha un gusto tendenzialmente più dolce rispetto al classico pomodoro rosso, senza però perdere il tipico tocco acidulo. E, infine, la cipolla di Tropea, meno aggressiva di quella bianca ma sempre molto aromatica e stuzzicante.

E allora come andrà a finire questo film? Tranquilli, non ci saranno né duelli sotto il sole cocente né risse al saloon, ma solo un bel bicchiere di birra in stile Berliner Weisse.

Stile storico tedesco molto in voga nella Berlino del 1800, prevede l’aggiunta di frumento maltato, inoculo di lactobacilli e lieviti selvaggi. Si ottiene, quindi, una birra a fermentazione mista dal tipico gusto acidulo accompagnato da piacevoli note citriche. Nella capitale teutonica, per mitigarne l’acidità, è tradizione aggiungere sciroppo di lampone o di asperula. Divertente è il risultato finale: una birra di colore rosso oppure verde!

Ma qui in Italia è bello gustarsela in purezza e ancor di più accompagnata a questa ricetta.

La nota acidula e quella citrica della birra sono perfette per legare gli stessi sentori che si percepiscono nel piatto e per sgrassare, grazie anche alla vivace carbonazione, il morso del formaggio. La parte tendenzialmente dolce degli ingredienti viene, invece, mitigata dall’acidità della bevuta. Birra dal corpo leggero, la gradazione alcolica può essere compresa tra 2,8% e 5%, molto rinfrescante e dissetante che si accompagna molto bene con la freschezza di questa insalata.

Fra le birre artigianali italiane, la scelta ricade sulla Berliner Weisse di Canediguerra (Alessandria) perché, oltre ai sentori tipici dello stile, ha un tocco speziato particolare che può esaltare le erbe aromatiche utilizzate per profumare il tutto, come origano o maggiorana.

Federica Russo

Metti l’estate nel piatto – part two

by 30 Giugno, 2023

Insalata di “tonno di coniglio” con riso, fagiolini, carote e vinaigrette all’aceto di mele

Qui trovate la ricetta di un piatto estivo di tradizione piemontese, adatta a tutti coloro che amano avere pronto un buon piatto in frigorifero senza dover cucinare all’ultimo momento, è adatto a chi come me non può mangiare pesce azzurro (il tonno per esempio) e e a chi il pesce non lo ama. Usatelo in tutte le vostre insalate, nei panini. Sarà una scoperta culinaria speciale!

Io lo adoro accompagnato con le zucchine in carpione (altro piatto estivo piemontese!).

per 4 persone

un vaso di “tonno di coniglio” (vedi ricetta a seguire)

200 g riso integrale (varietà a scelta tra tipo o colore), qui riso rosso

200 g di fagiolini già lessati

200 g di carote già lessate

insalata verde

scorza di 1 limone

aceto di mele biologico  

olio extra vergine di oliva, sale e pepe

per la vinaigrette:

8 cucchiai di olio extra vergine di oliva di ottima qualità

1 cucchiaino di senape dolce

4 prese di sale

4 cucchiai di aceto di mele (Varvello)

3 cucchiai di acqua calda

1 presa di pepe

per il tonno di coniglio:

1 coniglio (possibilmente disossato)

1 carota, 1 gambo di sedano, 1 cipolla, 1 foglia di alloro, 1 rametto di rosmarino,

grani di pepe, sale

aglio a piacere

olio extra vergine di oliva q.b.

salvia q.b.

Preparare il tonno di coniglio: preparare un brodo con tutti gli aromi e ben salato, facendolo restringere per 20 minuti, poi immergere il coniglio intero o tagliato a metà o disossato e farlo cuocere dolcemente fino a quando la carne risulta ben cotta; lasciar raffreddare nel suo brodo.

Estrarre il coniglio dal brodo e suddividerlo in piccoli pezzi grandi come una noce.

Adagiare tutto il coniglio in uno o più vasi di vetro alternandoli con spicchi di aglio a piacere e foglie di salvia.  Ricoprire con olio extra vergine e far riposare in frigo almeno un giorno prima di assaporarlo.

Il coniglio così preparato dura alcuni giorni in frigorifero, come una normale preparazione di carne. Si può congelare tutto il vasetto (con olio e aromi) e scongelare in frigorifero. Rimane molto gustoso e pronto per un pic-nic o un pranzo veloce.

Preparare la vinaigrette: emulsionare l’acqua (molto calda) con la senape e il sale, unire l’aceto e poi poco per volta l’olio. Sbattere con una piccola frusta con cura fino ad ottenere una salsa cremosa e legata. Se gradito unire la scorza grattugiata di un limone.

Lessare il riso per assorbimento (in 3- 3,5 parti di acqua), facendo attenzione a non far attaccare il riso sul fondo al termine della cottura.

Tagliare le carote e i fagiolini a piacere.

Condire il riso tiepido con due o tre cucchiai di vinaigrette, unire le verdure e tenere al fresco.

Distribuire nei piatti l’insalata verde spezzettata, il riso con le verdure e il tonno di coniglio sgocciolato dall’olio, salare leggermente e condire con la vinaigrette preparata.

Decorare con erbe aromatiche a piacere.

Metti l’estate nel piatto – part one

by 28 Giugno, 2023

Zuppa fredda di orzo, ceci e pomodoro con olio al basilico e verdure in agrodolce

Siamo soliti festeggiare l’arrivo dell’estate trasferendoci in campagna, e da lì cucinare solo le verdure più fresche, i prodotti locali, rispettando gli ingredienti e rendendoli di facile utilizzo e alla portata di tutti.

E’ proprio la storia di questo piatto estivo!

per 4 persone

200 g di orzo perlato

300 g di ceci lessati

300 g di pomodori o pomodorini a piacere

300 g di zucchine

200 g di cipolle in agrodolce

50 ml di olio extra vergine di oliva

1 mazzetto di basilico

sale, pepe e aceto di mele

Tenere in ammollo l’orzo per 2 ore in acqua, lessarlo in acqua salata scolarlo e profumarlo con poco aceto di mele.

Preparare le zucchine e le cipolle separatamente seguendo la ricetta delle verdure in agrodolce in 6 minuti. Trovi qui la ricetta completa di ingredienti e passaggi.

Sbianchire in acqua bollente salata il basilico per pochi secondi, farlo raffreddare in acqua e ghiaccio.

Frullare accuratamente il basilico raffreddato e asciugato con l’olio e un pizzico di sale.

Tagliare i pomodorini a quarti, salare i pomodori e unire i ceci già lessati e scolati dall’acqua di cottura, l’orzo e condire il tutto con l’olio al basilico. Unire le verdure in agrodolce.

Servire fresca.

Cibo & Birra: tagliolini agli albumi con pesto e fagiolini

by 5 Giugno, 2023

Questa ricetta è nata per utilizzare gli albumi che a volte avanzano in frigorifero dopo aver fatto altre ricette. Una pasta fresca dove la callosità richiesta dal gusto italiano viene data proprio dall’utilizzo degli albumi nell’impasto. Utilizzando un sugo colorato come il pesto si stempera il bianco candido della pasta rendendola piacevole anche alla vista.

Altro pregio di questa pasta (e non ultimo!) è quello che è una pasta fresca ricca di proteine e senza colesterolo, adatta a tutti soprattutto agli sportivi e a chi vuole moderare l’utilizzo delle uova per motivi salutari.

L’abbinamento birrario è a cura dell’Associazione Le Donne della Birra APS che hanno studiato il giusto ed equilibrato “pairing” per questa ricetta della scuola di cucina.

per 4-6 persone

Una dose di pasta fresca agli albumi

una dose di pesto

150 g di fagiolini già lessati al dente

Per la pasta:

300 g farina tipo 0

100 g di semola rimacinata di grano duro

230 g di albumi

Mescolare accuratamente le due farine e il sale. Fare la fontana e al centro mettere gli albumi leggermente sbattuti, impastare tutti gli ingredienti, formare un panetto schiacciato e far riposare la pasta avvolta nella pellicola per 20 minuti circa e poi stenderla con la macchinetta allo spessore di due mm.

Attendere che le strisce di pasta si asciughino leggermente e poi procedere al taglio dei tagliolini.

Cospargere i tagliolini generosamente con la semola.  

Per il pesto

1 mazzo di basilico fresco

30 g di pinoli

½ spicchio di aglio nuovo

1-2 prese di sale marino integrale

olio extra vergine di oliva q.b. (io preferisco il taggiasco)

parmigiano e/o pecorino (40 g)

Lavare il basilico delicatamente e avvolgerlo in un telo ad asciugare.

Mettere nel fondo del bicchiere del frullatore l’aglio tagliato a pezzetti, i pinoli e il basilico spezzettato, il sale e azionare il frullatore, far scendere l’olio a filo con il frullatore attivato.

Unire i formaggi grattugiati e aggiustare di sale e olio.

Lessare i tagliolini in acqua bollente salata, nell’ultimo minuto di cottura unire i fagiolini e scolare la pasta mantenendola morbida. Condire con il pesto appena preparato e se occorre unire un filo d’olio.

Una variante speciale è quella di aggiungere due bustine di nero di seppia agli albumi (sbattendoli leggermente); il nero di seppia apporterà a questo piatto una nota minerale, che lo renderà più strutturato e complesso.

Abbinamento birraio a cura di Chiara Rubinato – Beer Sommelier

Per questa ricetta cosi profumata ed estiva ho immediatamente pensato ad una birra in stile
SAISON, “stagione” in francese …e quale stagione???
Ovviamente l’estate, e allora seguendo la stagionalità del piatto anche nel bicchiere mettiamo
qualcosa di dissetante, profumato e rinfrescante!
Storicamente erano birre che venivano offerte, in una gradazione alcolica assolutamente molto
contenuta, ai saisonniere, i lavoratori stagionali che durante l’estate venivano ingaggiati per il
raccolto.
Ogni fattoria preparava la birra “in casa” secondo la ricetta tradizionale di famiglia, ecco perché
questo stile birrario viene interpretato in modo diverso da sempre: si aggiungevano spezie, erbe
aromatiche, miele, cereali diversi dall’orzo.
Ingredienti che variavano ma una matrice unica nella fermentazione. Si utilizzano lieviti ad alta
fermentazione, capaci di “lavorare” ad altissime temperature, oltre i 25°C, permettendo il rilascio
di note aromatiche davvero meravigliose, floreali, fruttate e speziate.
La mia scelta è ricaduta nello specifico sulla SAISON DUPONT dell’omonimo birrificio
BRASSERIE DUPON, con sede a Tourpes, frazione di Leuze-en-Hainaut, nella provincia di Hainaut
in Belgio.
Fin dal 1844 viene prodotta con il luppolo appena raccolto a fine estate, matura durante l’inverno
e si gusta proprio da fine primavera , la bevuta giusta per tutta l’estate.
E’ una birra ad alta fermentazione, di colore oro con riflessi ramati , leggermente opalescente,
con una bella schiuma bianca e corposa e un tenore alcolico di 6,5% .
Ho scelto questo abbinamento perché piatto e bicchiere hanno molto in comune e un buon
sostegno reciproco e insieme parlano di estate, di STAGIONALITA’ ….e dici poco!!!!
Il sorso ha un ingresso dolce fruttato, prosegue con note speziate di pepe e conclude il suo
percorso con un finale tendente all’amaro e molto molto secco.
Le note erbacee date dal luppolo e la spaziatura elegante si sposano molto bene con i fagiolini e
soprattutto reggono il gioco alla pungente intensità del basilico, tema sempre dominante quando
c’è di mezzo il pesto.
Le note maltate che ricordano il miele di acacia e il panificato di media cottura appoggiano sulla
dolcezza dei pinoli, mentre il sentore leggermente acidulo ammicca al nero di seppia in una
concordanza di aromi e sapori davvero meravigliosa.
L’espressione migliore sta però nel carattere estremamente frizzante e nella secchezza finale che
svolgono una magnifica e utile azione ripulente della parte grassa data dal formaggio e invita ad
un nuovo boccone e ad un nuovo sorso.
Spero ci sia abbastanza pasta e birra perché al “bis” non si può resistere…

Chiara Rubinato

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