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Un po’ di dolcezza, insolita e raffinata

by 13 Febbraio, 2025

Vi propongo un dolce, facile e veloce da realizzare, adatto per festeggiare ciò che vi sta più a cuore, oggi, domani o un altro giorno!

Trovate qui la ricetta estratta dal mio libro Veg&Veg, chi ha già il libro può leggerla a pagina 61.

Leggi la ricetta qui:

500 g di fragole
250 g di cous cous  (precotto)
2 cucchiai di olio di noci o di pistacchio
250 ml di tisana ai frutti rossi
4 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di liquore al ribes o alla fragola
1 limone (scorza e succo)
50 g di gocce di cioccolato
qualche foglia di menta o di basilico

Preparare la tisana (forte), zuccherarla con 1 cucchiaio di zucchero, unire il liquore.
Grattugiare la scorza del limone e tenere da parte; spremere il limone. Profumare il cous cous asciutto con l’olio. Irrorare con il succo di limone e con la tisana calda. Coprire e attendere che si gonfi (una decina di minuti circa). Pulire, mondare e tagliare a cubetti le fragole, condirle con 3 cucchiai di zucchero.
Sgranare con un mestolo il cous cous e disporlo su una larga teglia per favorire il raffreddamento. Mescolare le fragole con i granelli di cous cous e disporre nei bicchierini decorando con le gocce di cioccolato e le erbe aromatiche.

Piccoli consigli: se non avete l’olio di noci, potete usare quello di arachide o quello di mais, se non avete il liquore di fragola o ribes potete anche usare un liquore alla ciliegia o al mirtillo (spesso disponibile nelle dispense di chi fa dolci!)

Sono disponibili ancora delle copie per chi desidera il libro!

Cibo & Birra: spaghetti alla puttanesca

by 29 Gennaio, 2025

E’ inverno, anzi pienissimo inverno… allora apriamo la dispensa e utilizziamo alcuni dei prodotti che tutti teniamo per il “non si sa mai” e apprestiamoci a preparare un piatto che sa di casa, di comfort, di calore!

Cucinare un piatto semplice o molto conosciuto non delude mai se gli ingredienti scelti sono di qualità e se si utilizzano le giuste tecniche, anche per cucinare un piatto di spaghetti!

Inizia a controllare se hai in dispensa: spaghetti, olive (possibilmente nere), qualche cappero, i pelati o la polpa di pomodoro, olio extra vergine di oliva e il gioco è quasi fatto.

Leggi anche l’abbinamento birrario per solleticare le papille e prova se questo equilibrio tra cibo e birra ti piace e ti porta qualche emozione in più! Ringrazio Federica per il suo racconto e per la scelta dell’abbinamento.

Ora segui la ricetta, che si fa praticamente mentre l’acqua della pasta va a bollore o poco più. Se ti va puoi preparare il sugo in anticipo per poter solo cuocere gli spaghetti all’ultimo.

per 4 persone

400 g di spaghetti

1 lattina di pomodori pelati o polpa di pomodoro

½ cipolla (facoltativa)

150 g di olive nere denocciolate o miste a piacere

2 cucchiai di capperi ben dissalati

Olio extra vergine di oliva

Basilico o origano essiccato

Affettare o tritare la cipolla, farla cuocere in una casseruola bassa o in una padella fonda, con 2 cucchiai di olio e 1 presa di sale, unire le olive spezzettate o tagliate, i capperi dissalati e strizzati. Unire i pelati spezzettandoli nella casseruola, alzare il fuoco e far addensare per qualche minuto, unire la salsa rimanente. Far tirare fino a consistenza gradita. Aggiustare di sale, unire due cucchiai di olio e le erbe aromatiche fuori cottura.

Cuocere gli spaghetti in acqua bollente salata per due minuti in meno del tempo indicato.

Scolare la pasta e mantecarla nella padella del sugo unendo qualche cucchiaio di acqua di cottura.

Profumare con basilico o origano essiccato.

Nel sugo alla puttanesca non è contemplato l’utilizzo del peperoncino, ma se gradito si può unire poco prima di terminare la cottura.

Abbinamento birrario a cura della Beer Sommelier Federica Russo

Oggi, grazie a questo abbinamento, seguiremo un itinerario gustoso tra Campania, Lazio e Belgio. L’Italia offrirà il cibo mentre il “paese piatto”, come cantava Jacques Brel, si preoccuperà del bere.

Si parte dallo stivale. Le origini di questo primo piatto appetitoso sono contese proprio dalle nostre due regioni, anche se l’ago della bilancia propende più per la Campania, visto che la ricetta laziale prevede l’aggiunta delle acciughe sotto sale. Eleonora, quindi, ha scelto di far parte del Team Partenope.

E “puttanesca” da cosa deriva? Anche se l’assonanza lascia pochi dubbi, nessuno ha ancora chiarito l’arcano. Una pietanza veloce per rifocillare i clienti delle case di appuntamenti? Un’idea svuota-frigo? La fantasia di un pittore? Ma alla fine chi se ne importa! Godiamoci in santa pace una golosa forchettata.

Saporito è la parola chiave del piatto. Olive, capperi e spezie sono gli elementi da tenere d’occhio. Sapidità e aromaticità, due aspetti da gestire. Ma non dimentichiamoci dell’acidità sorniona del pomodoro.

L’arrivo in Belgio è provvidenziale. Un panorama brassicolo così variegato che l’imbarazzo della scelta tocca i massimi livelli. Per gli spaghetti alla puttanesca vedrei bene una classica Belgian Blond Ale oppure anche una Belgian Golden Strong Ale, dal tenore alcolico più marcato.

Una birra da provare? La Predator del Birrificio Sguaraunda di Pagazzano (Bergamo). Golden Strong Ale con gradazione alcolica di 7%.

La sua morbidezza aiuta a mitigare la sapidità dei capperi e delle olive, la speziatura esalta e fa emergere, invece, gli esteri fruttati caratteristici dello stile. La secchezza e la vivace carbonazione ripuliscono al meglio la bocca e la spalla maltata, assistita dalla parte amidacea della pasta, smussa la spigolosità del pomodoro.

Cibo & Birra: semifreddo pistacchio e torrone

by 4 Dicembre, 2024

Cosa c’è di meglio di un dolce fresco, scioglievole, con quella nota croccante per concludere un pranzo o una cena delle festività? Lo sarà ancor di più se seguiremo i consigli birrari per un giusto e appagante abbinamento.

Partiamo con la lista della spesa e non dimentichiamo di mettere al fresco la giusta birra. Segui il procedimento e potrai godere di questo delizioso dolce!

per 8  persone

per il semifreddo:

60 g di pasta di pistacchio al 100 % (o di altri frutti secchi a piacere)

12 g di gelatina in fogli + 100 g di panna

500 g di mascarpone + 100 di zucchero a velo

400 g di panna + 60 g di zucchero a velo

200 g di torrone o croccante di nocciola

per la crema pasticcera:

300 ml di latte intero

4 tuorli

40 g di amido di mais

80 g zucchero semolato

1 pizzico di sale

½ bacca di vaniglia

8 bicchieri in vetro

Montare i tuorli con lo zucchero, incorporare l’amido.

Far bollire il latte, quando il latte “sale” metterlo a filo sui tuorli sbattuti con lo zucchero.

Girare una o due volte con la frusta e mettere sul fornello, quando la crema riprende l’ebollizione girare energicamente la crema fuori dal fuoco per renderla omogenea. 

Trasferire la crema ottenuta in un recipiente di vetro o metallo per favorire il raffreddamento mescolandola frequentemente.

Ammollare in acqua fredda la gelatina.

Semi montare i 400 ml di panna con lo zucchero al velo.

Stemperare la pasta pistacchio con il mascarpone e lo zucchero a velo, ammorbidendola, se occorre utilizzare parte della panna leggermente montata per ottenere un composto molto areato. Far sciogliere la gelatina in un piccolo pentolino su fuoco basso con 50 ml di panna, far raffreddare e unire la panna rimanente.

Unire tutti i preparati: unire al mascarpone al pistacchio la crema pasticcera raffreddata e la panna con la gelatina. Per ultimo la panna semi-montata.

Mettere in sac a poche chiusa.

Far raffreddare in frigorifero per 1-2 ore.

Preparare i bicchierini con il semifreddo al pistacchio già raffreddato, decorare con il torrone. Conservare in frigorifero fino al servizio.

Abbinamento birrario a cura della beer sommelier Federica Russo

Ennesima sfida lanciata da Eleonora: abbinare un semifreddo alla birra. Sfida accettata!

Ma come ogni singolar tenzone, nasconde delle insidie. La difficoltà principale è fisica perché il freddo inibisce le papille gustative, ha come un effetto anestetizzante. Allora per ovviare a questo ostacolo, prima di gustare questo goloso dessert, abituiamo il cavo orale ad una temperatura più bassa, regalandoci un primo sorso di birra. A seguire, il dolce boccone che, una volta sciolto, accoglierà il secondo sorso. Le papille, ormai ridestate, saranno pronte, così, a cogliere le corrette sfumature gusto-olfattive.

Ma quale stile brassicolo si sposa meglio con il semifreddo al pistacchio e torrone?

La scelta ricade su una birra scura che affonda le sue radici nella tradizione anglosassone. Una pinta di Stout fa proprio al caso nostro.

In passato, versione più alcolica della Porter, la birra dei facchini portuali nella Londra del XVIII sec., è diventata, poi, il simbolo dell’”isola di smeraldo”. Chi non conosce la celeberrima Guinness?

La Stout con le sue tipiche note di caffè e cacao crea il giusto incontro con la frutta secca utilizzata nella ricetta. Inoltre, la secchezza di questo stile e le note amaricanti date dai malti torrefatti, aiutano a “pulire” il cavo orale dall’avvolgenza lattica della panna e del mascarpone.

Non sapete che Stout pigliare?!? Ecco il mio consiglio: Koi del Birrificio 61cento (Pesaro).

Un omaggio alla famosa carpa giapponese, la sua pronuncia ricorda, non a caso, i termini caffè e nero.

Una Stout dal tenore alcolico di 4,9% con aggiunta di lattosio (Milk Stout), un richiamo all’ingrediente base del semifreddo, che rende la bevuta “più morbida” e vellutata, trasformandosi in un sorso di cappuccino.

Federica Russo

Cibo & Birra: sformati di zucca con crema di champignon

by 16 Ottobre, 2024

Ormai è un dato di fatto: ottobre è il mese della zucca, bella e colorata, è un ingrediente speciale che ben si adatta a moltissime ricette. Con l’avvento dei social e della globalizzazione (anche in cucina) abbiamo dato un posto previlegiato a questo ortaggio che prima faceva parte solo di qualche minestra. Ora è il momento di zuppe intriganti, risotti, impasti vari (quanti ne abbiamo fatti a lezione di cucina?), plum cake, pani e pizze. Trovate qui una ricetta per fare degli sformati che accompagnati da questa crema di funghi champignon diventano una delizia autunnale.

Tips: fatene tanti e congelateli appena cotti e raffreddati, potrete scongelarli direttamente in forno a 120°C per 10-15 minuti e accompagnateli con una crema di toma o di gorgonzola. E sarà un salva cena gustoso e allegro!

Dopo la ricetta trovate l’abbinamento birrario a cura dell’Associazione donne della birra APS

Per gli sformati:

500 g di zucca mantovana o Hokkaido

3 uova

40 g di parmigiano grattugiato

Burro q.b.

Per la besciamella all’olio:

60 ml di olio extra vergine di oliva delicato

½ litro di latte

60 g di farina

Sale, pepe e noce moscata

Per decorare:

mandorle in granella o in scaglie, foglie di salvia o di rosmarino

Lavare la zucca affettarla a fette spesse e cuocerla in forno a 170°C ventilato per circa 40 minuti o fino a quando diventa cedevole al tatto.

Nel frattempo con gli ingredienti della ricetta preparare una besciamella all’olio, ben salata e profumata con le spezie. Oliare leggermente la superficie per non far formare la pellicina.

Togliere la buccia alla zucca cotta e schiacciarla (calda) con la forchetta. Riunire il passato di zucca in una ciotola e unire la besciamella intiepidita, le uova, il parmigiano. Mescolare con cura. Se si desiderano degli sformati vellutati, utilizzare il frullatore ad immersione per rendere la preparazione vellutata.

Imburrare 8 piccoli stampi mono porzione, quindi versare il composto e cuocere in forno a 190-195° C ventilato per 15-16 minuti.

Per la salsa:

500 g di funghi champignon

1 piccola patata da 150 g già lessata

acqua di cottura della patata

1 spicchio di aglio

200 ml di panna

½ porro

sale, pepe, olio extra vergine di oliva

Pulire gli champignon e affettarli. Affettare i porri. Cuocere funghi e porri in una padella con olio extra vergine di oliva e l’aglio, a fine cottura eliminare l’aglio, salare e pepare.

Tenere da parte alcune fettine di champignon per la decorazione.

Frullare gli champignon e porri con il fondo di cottura, unire la patata lessata e qualche cucchiaio di acqua di cottura della patata, unire la panna e aggiustare di sale e pepe.

Comporre il piatto con gli sformati di zucca, la salsa in accompagnamento.

Decorare con gli champignon tenuti da parte, le rondelle di porro, le mandorle e qualche fogliolina di salvia o rosmarino.

Abbinamento birrario a cura di Chiara Andreola

Sarà perché per me è un ricordo indelebile del mio periodo trascorso in Belgio, in cui amavo abbinare la zuppa di zucca ad una Tripel, ma anche in questo caso confermerei l’abbinamento con una birra Tripel: le note calde speziate e di frutta sotto spirito di questo stile, unite alla dolcezza caramellata che però poi vira su un finale comunque secco, danno il giusto “condimento” alla zucca andando al tempo stesso a contrapporsi sul finale alla dolcezza tipica di questo frutto. Ottima soprattutto se “abbondate” nel decorare con le mandorle, che si abbinano perfettamente a questa tipologia di birra.

Chiara Andreola
http://chiaraandreola.blogspot.it

Stufato alla salvia con cavolo viola e fagiolini

by 3 Ottobre, 2024

È iniziato l’autunno e i colori della natura stanno cambiando, ci rallegriamo con le verdure che sanno di buono e di felicità.

Questa ricetta è nata osservando il mio orto, la salvia prospera felice ma le zucchine sono terminate e allora oso, la userò per altre verdure.

Ho pulito il cavolo viola dalle foglie che hanno vissuto l’estate, tengo quelle più esterne, le lavo e tolgo la costola dura, raccolgo i fagiolini che sono un po’ grandi ma teneri e succosi, qualche pomodoro datterino e la salvia e vado in cucina!

Per 2 persone:

1 ramo generoso di salvia

6 foglie di cavolo viola

200 g di fagiolini

1 tazza di pomodori datterini

1 spicchio di aglio

Sale

Olio extra vergine di oliva q.b.

Peperoncino piccante (a piacere)

Spuntare i fagiolini e tagliarli a metà, affettare il cavolo a listarelle, tagliare a metà i pomodorini.

Far scaldare 2-3 cucchiai di olio con l’aglio, unire il cavolo, i fagiolini, la salvia, salare e unire i pomodorini e il peperoncino.

Far insaporire qualche minuto rigirando.

Unire una tazzina d’acqua e incoperchiare, far cuocere 10 minuti controllando la cottura. In caso di necessità unire altra acqua per tenere la preparazione molto morbida e umida.

Io ho servito questo stufato di verdure con delle salsicce cotte al vino!

Insalata tiepida di fine estate

by 2 Settembre, 2024

Che cos’è la stagionalità?  Per me è quel principio che se gli ortaggi nell’orto sono pronti da mangiare allora è il momento giusto, perché è la natura che guida la crescita e la maturazione.

Però a volte ho dei dubbi… Ho trapiantato dei broccoli perché dal vivaista erano disponibili i piantini già pronti e allora mi sono detta che sarebbe stato il momento giusto. Detto, fatto, trapiantati a inizio luglio pensando che sarebbero maturati per ottobre, peccato che a fine agosto erano già pronti e quindi li ho raccolti e mangiati tutti di seguito perché se no sarebbero andati a fiore.  Chissà quando si mettono i broccoli per ottobre e novembre…

Questa insalata è nata attingendo dai prodotti dell’orto: i pomodori e i fagiolini in pieno rigoglio, le cipolle già tolte ed intrecciate per l’autunno, le patate rubate alla pianta ricoperta di paglia, la menta che cresce libera e il broccolo che aveva urgenza di farsi mangiare.

Per 2 persone:

1 tazza di pomodorini a piacere  

2 patate nuove

1 broccoletto

1 cipolla rossa

200 g di fagiolini (misti)

Menta  

Olio extra vergine di oliva q.b.

Sale

Spuntare i fagiolini e farli lessare in acqua ben salata, tenerli al dente.

Pulire il broccoletto e cuocerlo in acqua bollente salata (va bene anche l’acqua dei fagiolini).

Sbucciare le patate e tagliarle a cubi, lavarle sotto l’acqua e cuocerle partendo da acqua fredda leggermente salata, scolarle e tenerle al caldo.

Pulire la cipolla rossa e sciacquarla in acqua e poco aceto.  Scolarla e tenerla da parte.

Riunire tutte le verdure tiepide in una larga ciotola, aggiungendo i pomodorini tagliati a metà.

Spezzettare con le mani la menta e condire con sale e olio generoso.

Ricordati di mettere al centro del tuo piatto le verdure e trasformare tutto il resto in un contorno, il tuo umore e il tuo corpo ti ringrazierà!

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