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Benessere nel piatto: cereali piccanti con le verdure

by 3 Luglio, 2025

Ippocrate enunciava così:”Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo“, senza che ciò diventi un’ossessione è chiaro che la nostra salute è influenzata da ciò che mangiamo e proprio pensando a questo è nata una nuova rubrica di ricette che verranno pubblicate qui e che riguarderanno il benessere senza tralasciare il gusto e il piacere di cucinare.

Nella ricetta che vi presento oggi si previlegia l’uso (pressochè minimo in tutte le famiglie) di cereali in chicchi. E’ consigliato cuocere i cereali, raffreddarli e tenerli in frigorifero almeno 12 ore (o più) per abbassare il carico glicemico (utile per chi vuole controllare meglio questo fattore), che viene evidenziato dal riposo in frigorifero dopo la cottura e per lo più mantenuto se vengono solo scaldati.

Questa preparazione è arricchita di peperoncino che regala una bella energia al piatto sopperendo al basso contenuto di grassi che si può gestire utilizzando una padella antiaderente tipo wok.

Io associo a questo genere di preparazione (non si può sempre mangiare un’insalata di cereali fredda con le verdurine del super…) con degli spiedini di pollo e peperoni, voi potete associare un elemento proteico a piacere, dalle uova sode alla feta oppure degli straccetti di pollo o vitello saltati al rosmarino.

Per chi se l’è persa presto pubblicherò una ricetta di giardiniera veloce al microonde, rimanete connessi!

Ingredienti per 2 persone


120 g di cereali senza glutine, tipo quelli con cottura veloce

4 zucchine piccole

2 carote

1 cipolla rossa, 1 spicchio di aglio

Sale, olio extravergine di oliva, peperoncino, succo di limone

Lessare i cereali in acqua leggermente salata per il tempo indicato, io ho usato un mix con cottura veloce, senza glutine con riso, riso selvatico, grano saraceno e quinoa rossa.

Scolare, allargare su un vassoio per raffreddare velocemente e condire con il succo di ½ limone.

Tagliare in julienne le carote e in tronchetti le zucchine, tagliare a fette la cipolla.

Scaldare in una padella wok 2 cucchiai di olio con l’aglio, unire le carote e far saltare qualche minuto, unire le zucchine e la cipolla e cuocere ancora qualche minuto, saltando costantemente. Salare e unire del peperoncino a piacere. Unire i cereali raffreddati e saltare la preparazione per 4-5 minuti.

Servire la preparazione con degli straccetti di vitello o dei cubetti di pollo spadellati o del formaggio.

Cibo & Birra: il sugo da viaggio

by 27 Maggio, 2025

Metti il mare in barattolo: pomodoro, olive, pesce spada e capperi

Per due-quattro persone:

2 barattoli da conserva vuoti da 500 ml (tipo bormioli o altri modelli con tappo a vite)

200 g di pomodorini tipo datterino o pachino

200 ml di salsa di pomodoro

40 ml di olio extra vergine di oliva

Sale, pepe, peperoncino

½ spicchio di aglio

250 g di pesce spada a cubetti o altri pesci a piacere (senza spine, solo polpa)

1 cucchiaio di olive taggiasche

Capperi a piacere

Mescolare tutti gli ingredienti a freddo in una ciotola, condire adeguatamente con sale, pepe, peperoncino e aglio.

Inserire la preparazione in due barattoli separati. Chiudere ermeticamente i barattoli e sterilizzarli come si fa per le comuni conserve, effettuando la bollitura dei barattoli partendo da acqua fredda e proteggendo i barattoli avvolgendoli in canovacci da cucina. Dall’ebollizione far bollire 25 minuti. Far raffreddare i barattoli nell’acqua.

Conservare poi in frigorifero i barattoli fino all’utilizzo (entro 7-10 giorni).

Quando desiderate utilizzare questo sugo da viaggio basterà aprire il barattolo e far scaldare il sugo in una padella o al microonde e condire della pasta a piacere, oppure farcire delle belle fette di pane tostato e gustare il mare.

Profumare con prezzemolo fresco e poco olio extra vergine a crudo.

Ogni barattolo è adatto per condire 300-350 g di pasta.

Abbinamento birrario a cura di Federica Russo per “Le donne della birra”

Grazie a questa ricetta siamo già in vacanza. L’idea del sugo da viaggio è perfetta per avere sotto mano, anche lontano da casa, una soluzione sfiziosa da mettere a tavola.

Gli ingredienti scelti da Eleonora per questo sugo chiamano l’estate a gran voce: pomodorini, pesce spada, olive taggiasche e capperi.

Ma se da un lato i cinque sensi sono già rapiti, dall’altro il sesto senso della Sommelier della birra fa aguzzare l’ingegno per trovare l’abbinamento più appetitoso tra piatto e pinta. Perché si sa, quando c’è di mezzo il pomodoro, bisogna drizzare le antenne. La sua tipica acidità, infatti, può trarre in inganno. Altri trabocchetti sono, invece, nascosti tra la sapidità delle olive e dei capperi e la personalità marina del pesce.

Per smussare al meglio queste spigolature gustative si può chiedere aiuto alla tradizione d’Oltremanica, numero uno in fatto di lavorazione dei malti. E siccome saranno proprio loro i protagonisti dell’abbinamento birrario, ecco lo stile da provare: Amber Ale.

Qualcuno storcerà il naso… ma come le Amber Ale non sono americane? Certo, la versione più luppolata ricalca il trend a stelle e strisce ma le radici affondano nella terra d’Albione.

Ed è proprio qui che il Birrificio Dulac (Galbiate – Lecco) ha voluto prendere ispirazione per “L’Ambrada”: gradazione alcolica di 5,5% ABV e senza glutine.

Nel bicchiere si ritrova la rotondità data dal malto che “addolcisce” l’aspetto sapido della pietanza e rende più “facile” il carattere deciso del pesce. La speziatura, invece, data dai condimenti del piatto (aglio e pepi) esalta le note fruttate dalle sfumature rosse e mature. La luppolatura elegante pulisce e prepara la bocca per un nuovo morso.

Federica Russo https://www.instagram.com/federusso_beerlover/

Cheers!

Cibo & Birra: pollo in casseruola con i peperoni

by 29 Aprile, 2025

per 4-6 persone

1 pollo ruspante tagliato a pezzi

1 lattina di pomodori pelati o 1 tazza grande di pomodori freschi tagliati a pezzi

2-3 cucchiai di olive nere (taggiasche o Gaeta)

2 peperoni rossi e gialli

2 spicchi di aglio

1 rametto di rosmarino

Sale, pepe e peperoncino

Olio extra vergine di oliva

Fiammare e lavare il pollo, asciugarlo con cura.

In una casseruola adatta alla cottura del pollo in un solo strato, far scaldare un fondo di olio, unire i pezzi di pollo e farli rosolare da tutti i lati.

Unire il rosmarino (ben legato) e l’aglio in camicia. Salare e pepare.  

Unire i peperoni tagliati a losanghe, i pomodori e le olive, se gradito unire il peperoncino a piacere.

Cuocere a fiamma bassa per circa 20-30 minuti con il coperchio, aggiustare di sale.

Far asciugare il pollo su fiamma vivace senza coperchio per altri 5-10 minuti o a piacere.

Servire con pane casereccio.

Abbinamento birrario a cura di Chiara Rubinato

Quando le note aromatiche del pomodoro e del peperone chiamano la risposta è….Pils! Non poteva che essere questo lo stile scelto in abbinamento con questo piatto. Tra le tante proposte in stile la mia scelta ricade sulla TIPOPILS del BIRRIFICIO ITALIANO, perché non è una pilsner come tutte le altre: è la prima “Italian Pilsner” del mondo. L’idea, assolutamente innovativa, di Birrificio Italiano fu quella di utilizzare l’infusione di luppolo fresco a freddo e non solo in bollitura per “profumare” la birra, tecnica non prevista nella tradizione storica di questo stile birrario. Moltissimi birrai italiani hanno voluto cimentarsi in esperimenti simili e quindi oggi è estremamente facile avere l’occasione di assaggiare delle ottime Italian Pilsner. Tipopils è una birra a bassa fermentazione di colore dorato chiaro leggermente velata, con una meravigliosa schiuma bianca e pannosa, le note aromatiche che all’ingresso ci ricordano il pane bianco di breve cottura e il miele di acacia lasciano presto lo spazio a sua maestà, il luppolo: sorprendente ed intenso il profumo di fiori, erba e leggera resina che rinfresca accompagnato da un finale amaro, elegante ed equilibrato. L’incontro con il nostro piatto è proprio nella componente luppolata che ben si sposa con l’acidità del pomodoro, l’oliva taggiasca che viaggia in un equilibrio sottile tra dolce e amaro, e il carattere, dolce e pungente allo stesso tempo, dei peperoni. Nonostante la facilità di beva e i soli 5 gradi alcolici, questa birra presenta un corpo medio e una vivace frizzantezza capace di creare un effetto ripulente della parte grassa del pollo ruspante. Se poi vi capitasse di fare la scarpetta raccogliendo il sugo della carne con una fetta di buon pane bianco, avrete fatto davvero onore alla vostra portata. Si dice spesso che mangiamo con gli occhi e io credo che sia davvero così, allora vi invito a dare sguardo al vostro piatto di pollo in casseruola alla cacciatora e quel nettare dorato nel boccale…

Cibo & Birra, aspettando la Pasqua: crespelle ai piselli con erbette speck e nocciole

by 26 Marzo, 2025

Per le crespelle: 60 g di albume , 90 g di farina 00 debole, 60 g di passato di piselli, 190-200 ml di latte, 1 presa di sale, 1 pizzico di pepe, 10 g di parmigiano, burro q.b.

Padellina a bordi bassi da cm 22 di diametro

Ripieno e condimento:

400 g di ricotta ben scolata, 200 g di erbette miste (borraggine, ortica, agretti, bietole  o altro a piacere), 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, 500 g di piselli freschi o 300 g già puliti, 50 g di speck, 50 g di nocciole, 2-3 rametti di maggiorana, sale e pepe nero, olio extra vergine di oliva e burro q.b.

Sgranare i piselli, lavarli e sbianchirli in acqua bollente salata, scolare e far raffreddare. Conservare parte dell’acqua di cottura.

Preparare le crespelle: mettere nel bicchiere del frullatore le uova, il sale, il pepe, il parmigiano e 60 g di piselli cotti, frullare finemente.

Mescolare il frullato ottenuto con il latte e unirlo alla farina setacciata poco per volta fino ad incorporarlo del tutto. La pastella che si dovrà ottenere dovrà essere liscia, filante e senza grumi. Far riposare la pastella 10-15 minuti (minimo). Il riposo è necessario per far rilassare le proteine (il glutine) e ottenere così delle crepes morbide e soffici, facili da maneggiare.

Pulire le erbette, lavarle e cuocerle in casseruola con un cucchiaio di olio, sale e pepe. Devono risultare ben asciutte. A cottura ultimata tritarle finemente.

Stemperare la ricotta con un cucchiaio, condire con pepe e poco sale, unire le erbette tritate e la maggiorana anch’essa tritata.

Unire il parmigiano e lo speck tagliato a piccoli cubetti. Conservare al fresco.

Ungere il fondo di una padellina antiaderente, versare un mestolino di pastella, eliminare l’eccesso e portare a cottura da entrambi i lati formando una crespella sottile; seguire questo procedimento con tutta la pastella a disposizione.

Disporre tutte le crepes ottenute una sopra l’altra, sigillando con pellicola dopo il raffreddamento.

Farcire le crespelle spalmando il ripieno su ogni crespella, richiudere lateralmente e arrotolare per formare i cannelloni.

Distribuire i cannelloni di crespelle su una teglia imburrata.

Spennellare le crespelle con poco burro fuso. Cuocere le crespelle (ben coperte con carta alluminio) per 15 minuti in forno ventilato a 180°C.

Durante la cottura far sciogliere un cucchiaio di burro in una padella unendo le nocciole spezzettate grossolanamente e far imbiondire, unire i piselli, aggiustare di sale. Distribuire il burro fuso con le nocciole e i piselli sulle crespelle all’uscita dal forno. Se occorre, infornare ancora per 5 minuti e servire.

Abbinamento birrario a cura Chiara Andreola per Le donne della birra

Siamo di fronte ad un piatto piuttosto complesso, nella misura in cui racchiude in sé sapori di tipologie diverse: dalle note più dolci del latte e dei piselli, a quelle sapide del parmigiano e dello speck – a cui si aggiunge anche l’affumicato, al tostato delle nocciole, all’amaro (per quanto più o meno gentile, a seconda del mix che sceglierete) delle erbette. Un piatto che, nonostante questa complessità, non consiglia però una birra “jolly”, buona per tutte le stagioni – come potrebbe essere una Helles – perché rischierebbe di risultare troppo poco corposa per reggere questo piatto. Osiamo quindi l’azzardo di altrettanta equilibrata complessità, che ci consentirà di “giocare” a trovare dei richiami tra le varie sfaccettature di ciò che abbiamo nel piatto e ciò che abbiamo nel bicchiere. Propongo nello specifico una Munich Dunkel, la Hasel del birrificio artigianale Bondai di Sutrio (Udine). Uno stile relativamente poco diffuso in Italia e interpretato in maniera assai interessante dal birraio Luca Dalla Torre: aromi tostati e di biscotto, con finanche una punta di affumicato, in bocca passa in maniera inaspettata dal caramello, al biscotto, al caffè d’orzo, fino all’amaricatura finale in cui si tengono per mano l’amaro dei maltati tostati e quello del luppolo su toni erbacei. Corpo snello e scorrevole nonostante la complessità, mentre la persistenza discretamente lunga non pregiudica la bevibilità. A voi dunque trovare appunto, nell’alternare un sorso ad un boccone, i vari rimandi e apprezzare la maniera in cui si accompagnano.

Chiara Andreola

Pacchero calamari, zucchine e pistacchi

by 26 Marzo, 2025

Dalle collaborazioni, quelle buone e gustose, nascono anche le idee. In questa ricetta il formato Pacchero di Pasta Armando si è amalgamato magnificamente con tutti gli ingredienti trasformando questa ricetta in un piatto della domenica. Ora non ti resta che provarlo!

Per 4 persone:

320 g di pasta formato pacchero, 700-800 g di calamari, 500 g di zucchine novelle con i fiori, 50 ml di panna, 30 ml di olio extra vergine di oliva, 2 spicchi di aglio, sale e pepe e peperoncino, pistacchio in granella q.b.

In una padella profonda fare un fondo di olio e saltare le zucchine con un taglio a rondelle, se i fiori sono disponibili unire anche quelli, salare e pepare. Fare una cottura senza rosolare le zucchine.

Pulire i calamari aprendoli in maniera trasversale, tagliarli strisce di circa 2 cm. Saltare i calamari in padella con olio e aglio per pochissimi minuti a fuoco vivace, se gradito sfumare con poco vino bianco secco.  Aggiustare di sale solo dopo aver assaggiato.

Riprendere le zucchine, calde, e metterle nel bicchiere del frullatore con poca acqua calda e 50 ml di panna, il peperoncino e frullare fino rendere la preparazione molto cremosa.

Lessare la pasta, scolare la pasta due-tre minuti prima del termine della cottura, scolarla e farla insaporire con i calamari spadellando.

Distribuire la crema di zucchine sul fondo dei piatti e adagiarci sopra i paccheri conditi con il sugo di calamari. Spolverizzare con il pistacchio in granella e un filo di olio extra vergine di oliva.

One pot (tutto in una pentola): fusilloni al pomodoro

by 20 Marzo, 2025

Niente di così nuovo in questa ricetta, ma a volte alcune tecniche vengono un po’ dimenticate, questa per esempio è particolarmente comoda per chi va di fretta o per chi non ha voglia di lavare troppe pentole, senza dimenticare che qui il gusto viene esaltato e non è un compromesso.

Vi propongo questa ricetta tanto semplice quanto accattivante e gustosa soprattutto se la pasta utilizzata è un grande formato e di ottima qualità, io ho usato il Fusillone di Pasta Armando che ha una tenuta notevole, rilascia il giusto amido per una pasta cremosa ma tenace al morso, ed è tutta di filiera italiana.

per 2 persone

200 g di fusilloni  

150 g di pomodorini ciliegini

350 g di passata rustica o pomodori pelati

30 ml di olio extra vergine di oliva

1 spicchio di aglio

½ cipolla dolce

1 cucchiaino di sale

350 ml di acqua

Peperoncino e basilico a piacere

1 grande casseruola bassa a fondo pesante con il coperchio, io ho usato una padella profonda da 32

Parmigiano per servire

Tagliare a metà o in quarti i pomodorini dopo averli accuratamente lavati.

Nella casseruola scelta far scaldare l’olio con l’aglio in camicia e la cipolla affettata, salare leggermente e unire i pomodorini già tagliati, far cuocere qualche minuto, unire la polpa di pomodoro e metà del basilico, l’acqua, il sale e il peperoncino se gradito.

Far prendere il bollore e quando il sugo bolle unire la pasta. Far prendere nuovamente il bollore.

Chiudere con il coperchio e lasciar sobbollire per circa 12-15 minuti, mescolando di tanto in tanto e rigirando la preparazione, verificando la cottura della pasta. Se occorre unire altra acqua calda  o lasciare senza coperchio per far asciugare un po’ in base all’assorbimento della pasta.

A cottura terminata, unire il basilico tenuto da parte e poco olio extra vergine di oliva a crudo.

A cottura terminata la pasta avrà assorbito dai pomodori, dalle erbe aromatiche e dalla poca acqua aggiunta l’umidità necessaria alla cottura che avverrà praticamente con una cottura per immersione nel sugo stesso con un risultato sorprendente per consistenza e sapore.

E poi si utilizzerà una sola “pentola”!

Servire con parmigiano a piacere, oppure con fiordilatte per trasformarla in una pasta alla sorrentina.

Grazie a Frigomagazine per la fiducia!

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