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Torta rovesciata di cipolle rosse

by 11 Luglio, 2024

La versione che leggete qui è una variante di quella che ho già presentato in un evento invernale, qui le cipolle sono quelle estive dolci e profumate, nello specifico ho usato quelle di Tropea, che incontrano l’aromaticità della salvia fresca, abbondante in questa stagione. Ho usato un burro di montagna ricco di aromi e personalità, ma voi potete usare un buon burro di centrifuga e otterrete una torta altrettanto buona!

L’impasto per fare questa torta rovesciata è stato semplificato per renderlo fruibile e farlo diventare un classico della cucina di casa vostra. Ora non vi resta che mettervi all’opera!  

Per l’impasto di base:

150 g di farina 00 + 50 g di farina integrale (sostituibile con farina Khorasan)

90 g di burro di montagna

1 uovo e acqua q.b. per arrivare a 75 ml di liquido totale

4 g di sale (½ cucchiaino circa)

1 cucchiaino di aceto

1 tortiera metallica da 22-24 cm di diametro

Mescolare le farine e unire il sale.

Impastare come per una frolla sabbiata, lavorando la farina con il burro freddo inserito a piccoli pezzetti, unire l’uovo già sbattuto con l’acqua.

Amalgamare senza impastare fino a formare un panetto morbido, ma non appiccicoso. Se occorre unire 1-2 cucchiai di acqua in funzione dell’assorbimento della farina integrale.

Schiacciare l’impasto fino a formare un disco non troppo sottile. Avvolgere l’impasto in pellicola e porre in frigorifero per almeno 30 minuti.

Per il ripieno:

6-8 cipolle rosse + 30 g di burro, ½ cucchiaino di sale, salvia fresca

40 g di zucchero, 30 g di burro, 4 cucchiai di aceto

Lavare le cipolle e ricavare dalla parte centrale delle fette dello spessore di almeno 1 cm, eliminare le foglie esterne più dure.

Mettere una noce di burro in una padella e dorare da entrambi i lati le fette di cipolla a fuoco vivace per pochi minuti. Lasciar raffreddare.

Riprendere la pasta dal frigorifero e stenderla u un foglio di carta da forno allo spessore di circa 3-4 mm. Rifilare la pasta  2 cm più grande del diametro superiore della tortiera.

In un pentolino far sciogliere il burro rimanente, unire lo zucchero, e appena accenna a sciogliere unire l’aceto (facendo attenzione!). Far sciogliere lo zucchero con cura.

Preriscaldare il forno a 190°C possibilmente ventilato.

Tagliare un foglio di carta da forno poco più grande del fondo della tortiera, inumidire il fondo e appoggiare il foglio facendolo aderire con cura, deve risultare leggermente più grande del fondo stesso, salendo di circa 1-2 cm sul bordo.

Distribuire sul fondo della tortiera la preparazione agrodolce, distribuire le fette di cipolla dorate aiutandovi con una paletta, accomodando le fette in modo da non lasciare troppi spazi vuoti. Salare le cipolle, e distribuire la salvia tritata grossolanamente.

Adagiare la pasta sulle cipolle, rincalzando il bordo e facendo aderire la pasta alle cipolle, bucherellare la pasta e infornare.

Cuocere per circa 15-20 minuti, controllando che non si scurisca troppo la pasta.

Rovesciare la torta (prestando attenzione al caramello che potrebbe fuoriuscire durante il rovesciamento) su un piatto da portata, eliminare la carta da forno e servire tiepida. 

Quadrotti soffici con le albicocche

by 26 Giugno, 2024

12/16 albicocche

180 g burro

200 g zucchero

4 uova medie

200 g di farina tipo 1 (o a piacere tipo da dolci)

la scorza di 1 limone non trattato

6 g di lievito per dolci senza fosfati

Zucchero di canna q.b.

1 Teglia 30X40 (bassa tipo pizza)

Accendere il forno a 180°C.

Setacciare la farina con il lievito. Sbattere 100 g di zucchero con i tuorli (tenere da parte gli albumi), unire il burro ammorbidito e continuare a montare, unire la scorza del limone (se occorre unire uno o due cucchiai di farina presi dal totale).

In una ciotola a parte, ben pulita e sgrassata, montare gli albumi con i 100 g di zucchero rimanenti. Unire la meringa al composto di uova, poco per volta.

Unire la farina con una spatola, il composto finito dovrà risultare liscio e gonfio.

Imburrare (o utilizzare lo staccante) un foglio di carta da forno di misura che possa essere contenuto in una teglia 30X40, adagiare il foglio e distribuire il composto livellandolo con cura come si fa per una pasta biscotto.

Tagliare a metà le albicocche e distribuirle incassandole nell’impasto con il taglio rivolto verso l’alto in maniera equidistante.

Spolverizzare generosamente le albicocche con lo zucchero di canna.

Infornare e cuocere a 175°C per 25-28 minuti.

Far raffreddare e tagliare a quadrotti, spolverizzando di zucchero a velo.

Bonèt astigiano

by 13 Maggio, 2024

ovvero il più tradizionale dei dessert del Piemonte

1 litro di latte intero, 5 uova, 200 g di zucchero, 50 g di cacao amaro,120 g di amaretti, 100 g di savoiardi, 1 tazzina di caffè forte, 2 cucchiai di rum, 2 cucchiai di marsala

Zucchero q.b. per caramellare

Far bollire il latte. Unire al latte caldo i biscotti sbriciolati, i liquori e il caffè.

Sbattere bene le uova con lo zucchero, unire il cacao setacciato.

Incorporare al composto di uova il composto liquido di latte aromatizzato poco per volta.

Caramellare dello zucchero nello stampo tipico a ciambella o da charlotte usato per il bonèt. O uno stampo da plum-cake di misura.

Preriscaldare il forno a 180°C con una teglia con poca acqua che possa contenere lo stampo per una cottura a bagnomaria.

Mettere il composto nello stampo con il caramello e poi mettere in forno.

Cuocere per circa 50 minuti o fintanto che il bonet risulti consistente al tatto.

Far raffreddare in frigorifero.

Capovolgere lo stampo su un piatto da portata, e servire a fette con il suo caramello.

Questa ricetta è stata scritta dal gastronomo astigiano Giuseppe Goria che ha fermato così il tempo di questa ricetta.

Se desiderate modificare qualcosa fatelo pure, perchè ogni famiglia piemontese ha la sua ricetta, infatti il caffè non è presente in tutte le versioni e anche il Marsala era appannaggio delle famiglie più ricche; esiste una versione (che non ho mai provato …) con il Fernet che viene utilizzato al posto dei vari liquori.

Anche l’uso di stampi differenti varia molto di zona in zona; il nome del dolce si dice che rappresenti lo stampo in cui veniva cotto, uno stampo a forma di berretto, tondo e a tronco di cono, il nostro attuale stampo da charlotte. Per comodità moderna l’uso dello stampo da plum cake rende più facile il porzionamento e l’uniformità di cottura.

La prossima volta lo provo con il Fernet e lo cuocio nello stampo da charlotte, e tu come lo proverai?

Le uova ripiene (in rosa)

by 26 Marzo, 2024

Per colorare di rosa le uova in modo naturale e renderle anche deliziose da mangiare, trovi il procedimento nella ricetta:

Per 4-8 persone

4 uova rosa, 1 cucchiaio di succo di limone, 100 g di tonno sott’olio, 2 cucchiai di capperi sotto sale, 1 rametto di prezzemolo, 100 g di maionese già pronta, sale e pepe, insalatina e fiori eduli

Per le uova sode in rosa: rassoda le uova per 8-9 minuti in base alla dimensione, raffreddale e togli il guscio. Pela una barbabietola già lessata, tagliala a pezzetti, frullala con dell’acqua fino a formare una salsa liscia e consistente, immergi le uova in questa preparazione e lasciale immerse per 3-4 ore. Lava le uova sotto l’acqua tiepida, asciugale e tienile da parte.

Trita il tonno con i capperi ben dissalati e strizzati. Trita anche il prezzemolo. Taglia a metà le uova ed estrai i tuorli, mettendoli in una ciotola. Metti da parte gli albumi da farcire.

Schiaccia i tuorli con una forchetta e il limone, sala e profuma con il pepe, unisci il trito di tonno e il trito di prezzemolo, unisci la maionese poco per volta fino a formare un impasto compatto e omogeneo. Metti la farcia in una sac a poche e riempi gli albumi a piacere.

Servi le uova su un letto di insalatina fresca e decora con capperi, una spolverata di tuorlo sodo e fiori eduli.

Cibo & Birra: pan di ramerino, il pane per celebrare l’arrivo della Pasqua

by 19 Marzo, 2024

Celebrare un momento festoso impastando è più che mai adatto alla Pasqua.

Proprio in questi panini dolci del Giovedì Santo di tradizione fiorentina, il simbolo della croce sul pane assume un significato più forte assurgendo ad un significato aggiuntivo per l’anima; anche se non siete credenti fate il taglio sul panino così in cottura sprigionerà dei profumi meravigliosi!

Dopo la ricetta c’è l’abbinamento birrario a cura dell’Associazione Le Donne della Birra APS , tra i profumi del pane e l’aromaticità della birra i sensi saranno super sollecitati!

Ecco la ricetta:

Per il polish: 200 g di farina w 240-270, 15 g di lievito di birra, 200 ml di acqua

Per l’impasto: 300 g di farina 00 per tutti gli usi, 50 g di zucchero, 1 cucchiaio di rosmarino fresco tritato, (8-10 g), 50 ml di olio extra vergine di oliva, 150 g di uvetta, 30 ml di acqua, 30 ml di vino dolce (tipo vin santo o passito), 5 g di lievito di birra, 5 g di sale, 1 uovo sbattuto per dorare e farina q.b. per infarinare l’uvetta

Preparare il polish con gli ingredienti sopra descritti, si dovrà ottenere una pastella ben legata. Coprire e far riposare per 30-60 minuti.

In attesa del riposo del polish lavare l’uvetta e metterla in ammollo in acqua tiepida per 20-30 minuti. Se siete dei golosi potete lavare l’uvetta e poi ammollarla nel vino (che potrete poi usare nelle giuste dosi per impastare)!

Far scaldare l’olio (senza farlo bollire), unire il rosmarino, lasciar scaldare ancora un paio di minuti e poi spegnere il fornello, lasciar raffreddare.

Con la farina dell’impasto fare la fontana e al centro inserire il polish fermentato, l’acqua tiepida, il vino, il lievito e lo zucchero. Iniziare ad impastare, e inserire poco per volta l’olio al rosmarino. Lavorare l’impasto fino a quando risulta ben amalgamato.  Se l’impasto risulta troppo umido unire dell’altra farina fino a formare un impasto facile da lavorare e non troppo teso.

Unire in ultimo l’uvetta strizzata e infarinata, lavorare l’impasto solo il tempo di incorporarla.

Arrotondare l’impasto e mettere a lievitare per 45 minuti in una ciotola ben coperta.

Trascorso il tempo della lievitazione formare dei panini rotondi di circa 50-60g.

Adagiare i panini su una teglia foderata di carta da forno ben distanziati fra loro, facendo il tradizionale taglio a croce. Spennellare con l’uovo sbattuto e far lievitare per circa 45 minuti.

Spennellare nuovamente con uovo sbattuto e cuocere in forno preriscaldato a 175°C per circa 15-20 minuti.

All’uscita del forno spennellare i panini con uno sciroppo tiepido fatto di acqua e zucchero in parti uguali. Mangiati tiepidi sono profumatissimi!

Abbinamento birrario a cura della Beer sommelier Federica Russo

La presenza di due ingredienti caratterizzanti, quali l’uvetta e il rosmarino, rende sfidante questo abbinamento birrario.

L’uvetta fa parte, fin dall’Antichità, della tradizione culinaria italiana e non solo. Essendo molto versatile, arricchisce piatti sia dolci che salati. Regala piacevoli note fruttate, un morso succoso e una tipica dolcezza dalle sfumature “più scure”.

Il rosmarino è il re delle erbe aromatiche mediterranee che rende sfiziose anche le preparazioni più semplici. Ricco di oli essenziali, inebria con le sue pungenti note balsamiche e speziate e sorprende con quelle agrumate di alcune varietà.

Quale birra riuscirà a gestire al meglio queste due personalità?

Per questa ricetta sceglierò una Birra alle Castagne, non uno stile ma una grande famiglia che ne comprende diversi.

Nata in Corsica a metà degli anni ’90, in Italia ha conosciuto, nel tempo, un vero e proprio boom. Da quest’anno, infatti, partirà il primo concorso birrario monotematico.

Ecco la scelta per l’abbinamento: Castanea del Birrificio Artigianale 5+ (Trento).

Una birra ambrata a bassa fermentazione, dalla gradazione alcolica moderata (6,2% vol.), ispirata alle Bock tedesche e prodotta con il 20% di castagne locali.

Stile dalla forte connotazione maltata, originario della città di Einbeck, da qui la storpiatura in Bock che significa anche “ariete”, simbolo, ormai, di queste birre corpose.

Il tipico bouquet aromatico delle Bock, nella “Castanea”, è arricchito da aromi di frutta secca. Le note fruttate dell’uvetta ben si sposano, infatti, con quelle legate alla castagna e con i sentori maltati che virano verso il biscotto e il caramello. Il balsamico del rosmarino, invece, alleggerisce la pienezza della bevuta dando un più ampio respiro al finale e al contempo è arrotondato dalla spalla maltata della birra.

Pan di ramerino e Bock, un connubio avvolgente e profumato. Buona Pasqua a tutti!

Risotto mantecato ai porri e salsiccia di Bra

by 19 Febbraio, 2024

per 4 persone

320-400 g di riso Carnaroli

700 ml di brodo vegetale

1-2 porri

50 g di burro

100 ml di vino bianco

Sale, pepe, aceto di mele o aceto bianco q.b.

50 g di parmigiano, 50 g di burro, 200 g di salsiccia di Bra

Lavare i porri, affettarli e cuocerli con il burro, salare e pepare, profumare con l’aceto e portare a cottura unendo del brodo, mantenendo la preparazione morbida. Frullare il tutto, unendo del brodo all’occorrenza.

Tostare il riso in casseruola senza condimenti, fare la prima bagnatura con il vino bianco e proseguire con il brodo e la preparazione di porri. Aggiustare di sale e pepe.

Continuare a cuocere il risotto unendo il brodo man mano che il riso lo assorbe cuocendo.

Portare a cottura al dente e mantenere molto morbido.

Togliere dal fuoco e unire il formaggio e il burro, lasciar riposare il risotto coperto con un telo da cucina per almeno 1 minuto. Unire la salsiccia di Bra sui piatti singoli suddivisa in piccoli tocchetti.

Decorare a piacere.

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