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Piselli & gamberi

by 20 Maggio, 2013
Vellutata di piselli e bucce  al cocco e curry

E’ venuto il giorno da dedicare alla bellezza e all’immagine, allora complice un amico fotografo, due promessi giovani cuochi e la sottoscritta che spadellava piatti uno dietro l’altro è nato un set fotografico dove ogni piatto cucinato era trattato da vera e propria star!

Le foto di questo post sono state realizzate da Pippo Torre che ringrazio per la sua disponibilità. Per ora godetevi la ricetta di questo finger food di stagione e tra breve troverete tante altre immagini scattate in quel giorno di pazzia in cucina!!!

Vellutata di piselli e bucce al cocco e curry

per 4 persone

½ kg di piselli freschi, 250 gr di patate
100 ml di latte di cocco, 1 cucchiaino di curry rosso thailandese
½ bicchiere di vino bianco secco
1 cipolla dolce,
olio e.v , brodo vegetale, pepe rosa
4 gamberi

gamberi

Sgranare i piselli, e sbianchirli in acqua bollente salata fin quando sono teneri. Spuntare le bucce, togliere il filo e lavarle accuratamente. Fare un soffritto con la cipolla in un fondo di olio evo e un pizzico di sale, unire le bucce di piselli tagliate a pezzi e le patate tagliate a cubetti. Far rosolare, aggiustare di sale, coprire con il brodo vegetale. Far cuocere circa 20-25 minuti. Frullare la vellutata con il mixer ad immersione o con il frullatore, se occorre passare al setaccio dopo averla frullata. Unire il latte di cocco e 1 cucchiaino di curry rosso thailandese, aggiustare di sale e pepe, tenere in caldo.

Mentre la vellutata cuoce, pulire i gamberi, lavarli bene e asciugarli. Fare un soffritto con olio e.v. e le bucce dello scalogno con un pizzico di sale, unire i carapaci ben lavati; sfumare con il vino bianco e far cuocere 8/10 minuti coperto. Filtrare.

Nel sugo dei gamberi far saltare i gamberi sgusciati, unendo anche i piselli sbianchiti. Servire il soutè di gamberi e piselli sulla vellutata di piselli, decorando a piacere.

Pan brioche variegato all’orzo e cacao

by 6 Maggio, 2013

Ringrazio Anastasia per aver condiviso la ricetta che ho provato qualche giorno fa. Anastasia oltre ad essere blogger e amica, ha la passione sfrenata come me per gli impasti e il lievito madre. La ricetta che ho fatto io è stata leggermente modificata e ho inserito una variante al cacao.

Il risultato è quello che vedete qui sotto!

pan_brioche_variegato

Pan brioche variegato all’orzo e al cacao

200 gr di farina 400 w Rossetto,  300 gr di farina 0
1 cucchiaino di malto di riso
75 gr di zucchero, 250 ml di latte
, 100 gr di burro
1 pizzico di sale

180 gr di lievito madre maturo (già rinfrescato o tolto dalla panificazione quotidiana)

4 gr di orzo solubile + 20 gr di acqua + farina q.b.
8  gr di cacao amaro + 20 gr di acqua+ farina q.b.

2 stampi da plum cake

Far sciogliere il burro a bagnomaria, intiepidire il latte, unire al latte, lo zucchero, il malto e scioglierci il lievito madre, unire la farina, il sale  e il burro fuso, impastare solo qualche minuto. L’impasto non deve incordare.  Estrarre un terzo di impasto e mettere da parte. Lavorare l’impasto rimanente fino a renderlo lucido e liscio. Dividere lìimpasto a metà, e metterlo a lievitare in due ciotole imburrat. (circa 2 ore). Riprendere l’impasto messo da parte  per aromatizzarlo e  dividerlo in due ciotole, nella prima incorporare l’orzo sciolto in poca acqua, nella seconda il cacao amaro sciolto in poca acqua. Impastare separatamente i due composti aromatici e unire poca farina per ottenere due panetti morbidi e lisci. Mettere  a lievitare (circa 2 ore).

Stendere gli impasti con il matterello in un formato rettangolare con il lato corto come la lunghezza dello stampo da plumcake. Stendere su un foglio di carta forno l’impasto aromatico all’orzo, sovrapporre i due impasti, se occorre bagnarli per facilitare l’accoppiamento, arrotolare lasciando nel centro la parte scura, mettere il rotolo così ottenuto a lievitare nello stampo imburrato fino al raddoppio (12 ore in frigorifero).  Ripetere l’operazione per il pane al cacao.

Cuocere in ventilato a 170° per circa mezz’ora.

Da provare con un velo di burro, e qualche pesce affumicato (spada o trota….)

Se vuoi trasformare il panbrioche in fette biscottate, fallo raffreddare e poi taglialo a fette dello spessore di circa 8-10 mm e fai biscottare le fette in forno ventilato a 120° per circa 35 minuti, girandole di tanto in tanto controllando la doratura. Si conservano molto bene!!

Torta di carciofi sglutinata!

by 5 Aprile, 2013

Carciofi e salsiccia in crosta di riso

torta_riso_carciofi_12

250 gr riso arborio GliAironi , 100 gr emmentaler,
300 gr di salsiccia fresca,
300 gr di ricotta vaccina fresca, 8 carciofi

2 uova + 2 albumi
50 gr di panna, sale, pepe, aglio

Per i celiaci e gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia la SPIGA BARRATA  o l’apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare il discorso sulle tracce, contaminazioni e cross contaminazioni.

Far cuocere il riso in acqua bollente salata (cottura al dente, 12 minuti), scolarlo e farlo raffreddare in una larga teglia.  Incorporare al riso l’emmentaler tagliato a julienne e gli albumi ben sbattuti. Con questo composto foderare una tortiera a bordi alti facendo bene attenzione a rendere uniforme lo spessore, livellandolo con un cucchiaio bagnato. Passare in forno già caldo a 200° per 15 minuti.

Pulire i carciofi, affettare i gambi e affettare i cuori, farli saltare in padella separatamente con olio evo, poco sale, pepe di Sichuan (generoso) e aglio in camicia.

Mescolare la ricotta, unire la panna e salare leggermente, aggiungere le uova sbattute, la salsiccia spezzettata. Versare il composto nel cestino di riso, unire i carciofi saltati, schiacciandoli bene nel composto di ricotta.

Rimettere in forno e far cuocere circa 25 minuti in forno caldo a 180°.

torta_riso_carciofi_13

Frivolezze

by 31 Marzo, 2013

Avevo promesso alle mie amiche, alle mie allieve, a me stessa che avrei postato una ricettina per Pasqua … eccola qui: un bell’impasto salato per fare dei salatini da preparare per un aperitivo in piedi prima di un pranzo di famiglia.

E il nome ci fa sentire leggeri e spensierati come questa primavera che prima o poi arriverà!

Vi auguro una buona Pasqua con queste uova che ancora lasciano nella mia cucina il loro fragrante profumo di cioccolato!!

pasqua_2013_2

Frivolezze
(salatini ungheresi)

325 gr di farina 0
150 ml, 20 gr di lievito di birra
1 uovo, 100 gr di ricotta, 100 gr di pancetta a cubetti
80 gr di burro, 20 gr di parmigiano,
2 cucchiai di passata di pomodoro, 
2 gr di sale
3 cucchiai di yogurt naturale e fiocchi di sale

Fare la fontana con la farina in una ciotola, mescolare il sale e stemperare il latte tiepido con il lievito di birra, fare una piccola biga nel centro della fontana con il latte e eil  lievito. Attendere che la biga inizia a puntare. Unire l’uovo sbattuto e gli altri ingredienti (ad esclusione dello yogurt) unendoli poco per volta. Impastare il tutto e formare una palla,  mettere a lievitare fino al raddoppio (1 ora circa)  in una ciotola unta di burro.

Al raddoppio stendere l’impasto ad uno spessore di circa 7-8 mm e tagliare con la rotella dentata o liscia a rombi. Distribuire i salatini in una teglia con un foglio di carta forno spennellarli con lo yogurt e spolverare con i fiocchi di sale. Far lievitare ancora 40 minuti. Cuocere in forno preriscaldato a 200° fino a doratura.

Quando il cibo è tradizione

by 11 Marzo, 2013

Zucca e “Montebore” in risotto

risotto_montebore_2
Dopo la bella serata dello scorso martedì con la "Compagnia del calice" è venuto fuori questo risotto, che è proprio un grande classico della tradizione, però in momenti difficili come quello atttuale è bello farsi abbracciare dalla tradizione, coccolare dai cibi che lo rappresentano e rifugiarsi in un bel risotto profumato, vellutato e dolce come questo!

Dopo la bella serata dello scorso martedì con la “Compagnia del calice” è venuto fuori questo risotto, che è proprio un grande classico della tradizione, però in momenti difficili come quello atttuale è bello farsi abbracciare dalla tradizione, coccolare dai cibi che lo rappresentano e rifugiarsi in un bel risotto profumato, vellutato e dolce come questo!

Il Montebore è un formaggio particolare e se desiderate saperne di più, trovate sul portale di Gente del fud una chiara ed esauriente spiegazione

Questo è il formaggio che viene prodotto con il latte della pecora che abbiamo adottato …. beh … non solo quella della nostra adozione … ma insieme a tutte le altre della azienda agricola Vallenostra!

Per 4 persone

400 gr di riso Carnaroli (Aironi), brodo di pollo q.b., 300 gr di zucca mantovana, 250 gr di Montebore fresco, 1 scalogno, 30 gr di olio, 60 gr di burro, 50 gr di parmigiano grattugiato, 1 bicchiere di vino bianco fruttato

Tagliare a fettine sottili lo scalogno. In un fondo di olio e.v. far soffriggere dolcemente lo scalogno, unire la zucca e far soffriggere dolcemente.

Distribuire la zucca sul bordo della padelle e unire il riso, tostare delicatamente, sfumare con il vino bianco; proseguire la cottura del risotto unendo poco brodo caldo alla volta.

risotto_montebore_lavori_in_corso

Mantecare a cottura ultimata con il montebore tagliato a fettine sottili e poco parmigiano gratttugiato.

risotto_montebore_1

Servire il risotto con una fettina di Montebore e in abbinamento un bicchiere di Dolcetto Dogliani Superiore San Bernardo de il Bricco del Cucù!

Per-corso urbano – il giorno dopo

by 17 Febbraio, 2013

Passeggiata gastronomica urbanaSabato 16 febbraio 2013

Chiacchierata
chiacchiere_a_tre
citazione

Vi ho invitato (coraggiosamente) nel “salotto” della città in cui vivo, con la voglia di portarvi a spasso tra vicoli  e strade, facendo in modo che ogni angolo incontrato fosse uno degli ingredienti della ricetta del giorno; vi ho chiesto di sentirvi per una mattina “stranieri” alla città o meglio “turisti” per guardarvi intorno con apertura e (magari) stupore, indicandovi la strada per quella che viene spesso definita  “la cucina” di Torino!!!

Ringrazio tutti  i 57 partecipanti che con la loro “calorosa” presenza hanno reso possibile l’evento
e Franca Paglia per le foto

Ringrazio Anna Beccaccini che ha scritto questo articolo sulla passeggiata fatta insieme
e ringrazio Edith dell’Atelier Madagascar per la splendida accoglienza  e disponibilità.

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Vi lascio un pensiero su Porta Palazzo:

“… per vederla in tutta la sua bellezza ” – scrive Edmondo De Amicis (Le tra capitali – Torino, Firenze, Roma) –  bisogna capitarvi una mattina di sabato d’inverno, in pieno mercato.
Uno Zola torinese potrebbe mettere lì la scena di un romanzo intitolato Il ventre di Torino…

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