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Bonèt astigiano

by 13 Maggio, 2024

ovvero il più tradizionale dei dessert del Piemonte

1 litro di latte intero, 5 uova, 200 g di zucchero, 50 g di cacao amaro,120 g di amaretti, 100 g di savoiardi, 1 tazzina di caffè forte, 2 cucchiai di rum, 2 cucchiai di marsala

Zucchero q.b. per caramellare

Far bollire il latte. Unire al latte caldo i biscotti sbriciolati, i liquori e il caffè.

Sbattere bene le uova con lo zucchero, unire il cacao setacciato.

Incorporare al composto di uova il composto liquido di latte aromatizzato poco per volta.

Caramellare dello zucchero nello stampo tipico a ciambella o da charlotte usato per il bonèt. O uno stampo da plum-cake di misura.

Preriscaldare il forno a 180°C con una teglia con poca acqua che possa contenere lo stampo per una cottura a bagnomaria.

Mettere il composto nello stampo con il caramello e poi mettere in forno.

Cuocere per circa 50 minuti o fintanto che il bonet risulti consistente al tatto.

Far raffreddare in frigorifero.

Capovolgere lo stampo su un piatto da portata, e servire a fette con il suo caramello.

Questa ricetta è stata scritta dal gastronomo astigiano Giuseppe Goria che ha fermato così il tempo di questa ricetta.

Se desiderate modificare qualcosa fatelo pure, perchè ogni famiglia piemontese ha la sua ricetta, infatti il caffè non è presente in tutte le versioni e anche il Marsala era appannaggio delle famiglie più ricche; esiste una versione (che non ho mai provato …) con il Fernet che viene utilizzato al posto dei vari liquori.

Anche l’uso di stampi differenti varia molto di zona in zona; il nome del dolce si dice che rappresenti lo stampo in cui veniva cotto, uno stampo a forma di berretto, tondo e a tronco di cono, il nostro attuale stampo da charlotte. Per comodità moderna l’uso dello stampo da plum cake rende più facile il porzionamento e l’uniformità di cottura.

La prossima volta lo provo con il Fernet e lo cuocio nello stampo da charlotte, e tu come lo proverai?

Le uova ripiene (in rosa)

by 26 Marzo, 2024

Per colorare di rosa le uova in modo naturale e renderle anche deliziose da mangiare, trovi il procedimento nella ricetta:

Per 4-8 persone

4 uova rosa, 1 cucchiaio di succo di limone, 100 g di tonno sott’olio, 2 cucchiai di capperi sotto sale, 1 rametto di prezzemolo, 100 g di maionese già pronta, sale e pepe, insalatina e fiori eduli

Per le uova sode in rosa: rassoda le uova per 8-9 minuti in base alla dimensione, raffreddale e togli il guscio. Pela una barbabietola già lessata, tagliala a pezzetti, frullala con dell’acqua fino a formare una salsa liscia e consistente, immergi le uova in questa preparazione e lasciale immerse per 3-4 ore. Lava le uova sotto l’acqua tiepida, asciugale e tienile da parte.

Trita il tonno con i capperi ben dissalati e strizzati. Trita anche il prezzemolo. Taglia a metà le uova ed estrai i tuorli, mettendoli in una ciotola. Metti da parte gli albumi da farcire.

Schiaccia i tuorli con una forchetta e il limone, sala e profuma con il pepe, unisci il trito di tonno e il trito di prezzemolo, unisci la maionese poco per volta fino a formare un impasto compatto e omogeneo. Metti la farcia in una sac a poche e riempi gli albumi a piacere.

Servi le uova su un letto di insalatina fresca e decora con capperi, una spolverata di tuorlo sodo e fiori eduli.

Cibo & Birra: pan di ramerino, il pane per celebrare l’arrivo della Pasqua

by 19 Marzo, 2024

Celebrare un momento festoso impastando è più che mai adatto alla Pasqua.

Proprio in questi panini dolci del Giovedì Santo di tradizione fiorentina, il simbolo della croce sul pane assume un significato più forte assurgendo ad un significato aggiuntivo per l’anima; anche se non siete credenti fate il taglio sul panino così in cottura sprigionerà dei profumi meravigliosi!

Dopo la ricetta c’è l’abbinamento birrario a cura dell’Associazione Le Donne della Birra APS , tra i profumi del pane e l’aromaticità della birra i sensi saranno super sollecitati!

Ecco la ricetta:

Per il polish: 200 g di farina w 240-270, 15 g di lievito di birra, 200 ml di acqua

Per l’impasto: 300 g di farina 00 per tutti gli usi, 50 g di zucchero, 1 cucchiaio di rosmarino fresco tritato, (8-10 g), 50 ml di olio extra vergine di oliva, 150 g di uvetta, 30 ml di acqua, 30 ml di vino dolce (tipo vin santo o passito), 5 g di lievito di birra, 5 g di sale, 1 uovo sbattuto per dorare e farina q.b. per infarinare l’uvetta

Preparare il polish con gli ingredienti sopra descritti, si dovrà ottenere una pastella ben legata. Coprire e far riposare per 30-60 minuti.

In attesa del riposo del polish lavare l’uvetta e metterla in ammollo in acqua tiepida per 20-30 minuti. Se siete dei golosi potete lavare l’uvetta e poi ammollarla nel vino (che potrete poi usare nelle giuste dosi per impastare)!

Far scaldare l’olio (senza farlo bollire), unire il rosmarino, lasciar scaldare ancora un paio di minuti e poi spegnere il fornello, lasciar raffreddare.

Con la farina dell’impasto fare la fontana e al centro inserire il polish fermentato, l’acqua tiepida, il vino, il lievito e lo zucchero. Iniziare ad impastare, e inserire poco per volta l’olio al rosmarino. Lavorare l’impasto fino a quando risulta ben amalgamato.  Se l’impasto risulta troppo umido unire dell’altra farina fino a formare un impasto facile da lavorare e non troppo teso.

Unire in ultimo l’uvetta strizzata e infarinata, lavorare l’impasto solo il tempo di incorporarla.

Arrotondare l’impasto e mettere a lievitare per 45 minuti in una ciotola ben coperta.

Trascorso il tempo della lievitazione formare dei panini rotondi di circa 50-60g.

Adagiare i panini su una teglia foderata di carta da forno ben distanziati fra loro, facendo il tradizionale taglio a croce. Spennellare con l’uovo sbattuto e far lievitare per circa 45 minuti.

Spennellare nuovamente con uovo sbattuto e cuocere in forno preriscaldato a 175°C per circa 15-20 minuti.

All’uscita del forno spennellare i panini con uno sciroppo tiepido fatto di acqua e zucchero in parti uguali. Mangiati tiepidi sono profumatissimi!

Abbinamento birrario a cura della Beer sommelier Federica Russo

La presenza di due ingredienti caratterizzanti, quali l’uvetta e il rosmarino, rende sfidante questo abbinamento birrario.

L’uvetta fa parte, fin dall’Antichità, della tradizione culinaria italiana e non solo. Essendo molto versatile, arricchisce piatti sia dolci che salati. Regala piacevoli note fruttate, un morso succoso e una tipica dolcezza dalle sfumature “più scure”.

Il rosmarino è il re delle erbe aromatiche mediterranee che rende sfiziose anche le preparazioni più semplici. Ricco di oli essenziali, inebria con le sue pungenti note balsamiche e speziate e sorprende con quelle agrumate di alcune varietà.

Quale birra riuscirà a gestire al meglio queste due personalità?

Per questa ricetta sceglierò una Birra alle Castagne, non uno stile ma una grande famiglia che ne comprende diversi.

Nata in Corsica a metà degli anni ’90, in Italia ha conosciuto, nel tempo, un vero e proprio boom. Da quest’anno, infatti, partirà il primo concorso birrario monotematico.

Ecco la scelta per l’abbinamento: Castanea del Birrificio Artigianale 5+ (Trento).

Una birra ambrata a bassa fermentazione, dalla gradazione alcolica moderata (6,2% vol.), ispirata alle Bock tedesche e prodotta con il 20% di castagne locali.

Stile dalla forte connotazione maltata, originario della città di Einbeck, da qui la storpiatura in Bock che significa anche “ariete”, simbolo, ormai, di queste birre corpose.

Il tipico bouquet aromatico delle Bock, nella “Castanea”, è arricchito da aromi di frutta secca. Le note fruttate dell’uvetta ben si sposano, infatti, con quelle legate alla castagna e con i sentori maltati che virano verso il biscotto e il caramello. Il balsamico del rosmarino, invece, alleggerisce la pienezza della bevuta dando un più ampio respiro al finale e al contempo è arrotondato dalla spalla maltata della birra.

Pan di ramerino e Bock, un connubio avvolgente e profumato. Buona Pasqua a tutti!

Risotto mantecato ai porri e salsiccia di Bra

by 19 Febbraio, 2024

per 4 persone

320-400 g di riso Carnaroli

700 ml di brodo vegetale

1-2 porri

50 g di burro

100 ml di vino bianco

Sale, pepe, aceto di mele o aceto bianco q.b.

50 g di parmigiano, 50 g di burro, 200 g di salsiccia di Bra

Lavare i porri, affettarli e cuocerli con il burro, salare e pepare, profumare con l’aceto e portare a cottura unendo del brodo, mantenendo la preparazione morbida. Frullare il tutto, unendo del brodo all’occorrenza.

Tostare il riso in casseruola senza condimenti, fare la prima bagnatura con il vino bianco e proseguire con il brodo e la preparazione di porri. Aggiustare di sale e pepe.

Continuare a cuocere il risotto unendo il brodo man mano che il riso lo assorbe cuocendo.

Portare a cottura al dente e mantenere molto morbido.

Togliere dal fuoco e unire il formaggio e il burro, lasciar riposare il risotto coperto con un telo da cucina per almeno 1 minuto. Unire la salsiccia di Bra sui piatti singoli suddivisa in piccoli tocchetti.

Decorare a piacere.

Cibo & Birra: pesto di foglie invernali con le noci

by 8 Gennaio, 2024

E’ tempo di leggerezza, però la leggerezza qui diventa gusto e sostenibilità. Per me sostenibilità vuol dire soprattutto saper utilizzare la materia prima in modo pieno e consapevole dando il giusto valore a ciò che tutti erroneamente chiamano scarto. Non dico che dobbiamo solo cucinare con gli scarti, ma mentre acquistiamo un cimone verde o un broccolo avremo anche le foglie disponibili, perchè non elevarle a cibo di prima qualità? Il cimone stesso o il broccolo lo mangeremo, eccome, ma avremo due pietanze da preparare da un solo acquisto.

Poi prendiamo esempio dal cavolo nero, ormai superfood osannato su tutte le tavole, di questa brassicacea mangiamo solo le foglie, perchè non dovremmo mangiare e valorizzare anche quelle del broccolo, del cimone e del cavolfiore?

L’abbinamento birrario è a cura dell’Associazione Le Donne della Birra APS che hanno studiato il giusto ed equilibrato “pairing” per questa ricetta della scuola di cucina.

Prepara questi ingredienti per provare la ricetta:

200 di foglie di brassicacee lessate e strizzate
30 g di noci già sgusciate
50 g di parmigiano grattugiato
½ spicchio di aglio (facoltativo)
30 ml di olio extra vergine di oliva
sale e pepe (o peperoncino)

Recuperare le foglie più tenere da broccoli, cimoni, cavolfiori e cavolo nero. Eliminare la costola e tenere solo le foglie tirandole dalla parte più interna della costola verso l’esterno.

Sbianchire le foglie in acqua bollente salata tenendole al dente. Conservare una tazzina di acqua di cottura. Scolarle e strizzarle.

In un mixer mettere le foglie strizzate, le noci, l’aglio, una presa di sale e a piacere peperoncino o pepe. Unire l’acqua e cominciare a frullare, unire l’olio fino a formare una crema omogenea.

Se gradito si può unire qualche cimetta di broccolo o di cimone.

Al termine unire a mano il parmigiano senza frullare.

Utilizzare subito per condire delle linguine o degli spaghetti oppure conservare in un barattolo coprendo la preparazione con un filo d’olio.

Si conserva 3 giorni in frigorifero.

Abbinamento birrario a cura di Chiara Rubinato – Beer Sommelier

La birra in abbinamento nasce dalla creatività e dalle mani esperte del nostro socio Stefano Bisogno, head brewer presso il birrificio QUBEER a Montello in provincia di Bergamo.

PALE ALE il nome in etichetta, ma in realtà una rivisitazione dello stile che il birraio definisce HOPPY BELGIAN PALE ALE….un nome altisonante e, forse, apparentemente, fuorviante ma corretto per una birra che davvero unisce Regno Unito, Belgio e Stati Uniti in unico intenso sorso.

Dal colore dorato chiaro con una bella schiuma bianca, fine e mediamente persistente, ci regala tanti sentori in una gradazione alcolica alquanto contenuta, 4,5% ma sorprendentemente carica di aromi e sapori.

La  birra porta un elegante e profondo finale amaro che esalterà  le verdure invernali alla base di questo pesto rivisitato negli ingredienti e nella stagionalità.

L’utilizzo del lievito belga conferisce alla birra una vigorosa nota fruttata e floreale,  la frizzantezza tiene testa alla componente grassa data dal formaggio dalle noci, mentre la luppolatura all’americana, eseguita solo a fine bollitura, definisce nuove note tropicali ed erbacee che donano al sorso una grande freschezza….. proprio quello che a mio avviso ci vuole per questo piatto!

Buon appetito!

Cibo & Birra: la panna cotta al profumo di Natale

by 7 Dicembre, 2023

Dopo un pranzo o una cena ricca e golosa c’è bisogno di chiudere con un dolcetto fresco che aiuta il palato a rigenerarsi. Questa panna cotta lavorata all’antica (ovvero cotta in forno e senza gelatina animale) viene profumata con le spezie che vi avvolgeranno e vi faranno vivere le feste invernali in modo speciale!

Un piccolo consiglio: rispettate i tempi, la temperatura del forno e le modalità descritte, ogni passaggio è stato testato per ottenere una panna cotta scioglievole e profumata.

Questo dolce si prepara davvero in 10 minuti (più i riposi), si può preparare in anticipo d uno-due giorni e può essere un vero passpartout per ogni occasione.

L’abbinamento birrario è a cura dell’Associazione Le Donne della Birra APS che hanno studiato il giusto ed equilibrato “pairing” per questa ricetta della scuola di cucina.

per 6-8 porzioni

400 g di panna, 100 g di latte intero, 110 g di zucchero, 1 baccello di vaniglia, 1 pizzico di cannella, 1 scorzetta di arancia, 2 semi di cardamomo, 1 punta di cucchiaino di polvere “5 spezie”, 120 g di albumi

Cannella e 1 arancia fresca per decorare

Far scaldare latte e panna in un pentolino con tutte le spezie, unire lo zucchero. Scaldare solo fino a quando lo zucchero risulta sciolto.

Far raffreddare per 30 minuti e filtrare.

Sbattere (NON montare) gli albumi con una forchetta per renderli omogenei, senza insistere. Unire gli albumi al composto di latte e panna e mescolare.

Scaldare il forno a 155°-160°C.

Imburrare o mettere lo staccante (che consiglio) nei pirottini monodose (circa 6-8).

Foderare una teglia con della carta da cucina, distribuire i pirottini e riempirli con il composto preparato, riempire la teglia con acqua calda fino a circa a metà degli stampi. Infornare.

Cuocere circa 60-65 minuti in modalità statica.

Sfornare e lasciare nel bagnomaria fino a raffreddamento dell’acqua e poi mettere in frigorifero per almeno 12 ore.

Servire sformando la panna cotta su piattini singoli, a piacere spolverizzare con poca cannella miscelata a zucchero a velo e una fettina di arancia fresca.

Che ne dite di accompagnare questo dessert speziato e profumato con una birra di Natale altrettanto profumata e speziata?

Abbinamento Birrario: a cura della Beer sommelier Chiara Rubinato

Ecco la birra giusta per per questo meraviglioso e profumato dessert:  CHRISTMAS CRU  la birra stagionale di Natale prodotta dal birrificio  Almond 22, con sede a Loreto Aprutino in provincia di Pescara.

Dalla mente creativa e dalle mani magiche del mastro birraio Jurij Ferri nasce questa birra in stile belgian dubbel speziata come i biscotti invernali scandinavi e fermentata con lieviti da vino Montepulciano d’Abruzzo.

Ambrata con riflessi rubino, leggermente opalescente e con una morbida schiuma color avorio, presenta un corpo medio e un caleidoscopio di aromi che ricordano il, caramello, la frutta disidratata, note fenoliche e spaziate dalle spezie aggiunte ma anche figlie di un lievito che “la fa da padrone” conferendo complessità, ma allo stesso tempo grande secchezza con conseguente facilità di beva

Sorprendono l’intrigante nota leggermente vinosa sul finale e lunga persistenza retrolfattiva, capaci di mascherare perfettamente la gradazione alcolica di tutto rispetto di 7,5%.

Nella ricetta della Christmas Cru si fondono la cultura e l’anima di Jurij, italo -svedese, che unisce paesi così lontani in unico morbido sorso: tradizioni natalizie scandinave  acheaccompagnano il vino simbolo dell’Abruzzo.

Un suggerimento per tutti voi: finite le feste di Natale potete riproporre questo magnifico dessert (che personalmente potrei mangiare in qualunque stagione e dell’anno!) con la GRAND CRU, la birra base da cui nasce la più complessa versione natalizia.

L’abbinamento birrario è stato curato dalla Sommelier della Birra Chiara Rubinato

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