Cibo & Birra: il sugo da viaggio
Metti il mare in barattolo: pomodoro, olive, pesce spada e capperi
Per due-quattro persone:
2 barattoli da conserva vuoti da 500 ml (tipo bormioli o altri modelli con tappo a vite)
200 g di pomodorini tipo datterino o pachino
200 ml di salsa di pomodoro
40 ml di olio extra vergine di oliva
Sale, pepe, peperoncino
½ spicchio di aglio
250 g di pesce spada a cubetti o altri pesci a piacere (senza spine, solo polpa)
1 cucchiaio di olive taggiasche
Capperi a piacere
Mescolare tutti gli ingredienti a freddo in una ciotola, condire adeguatamente con sale, pepe, peperoncino e aglio.
Inserire la preparazione in due barattoli separati. Chiudere ermeticamente i barattoli e sterilizzarli come si fa per le comuni conserve, effettuando la bollitura dei barattoli partendo da acqua fredda e proteggendo i barattoli avvolgendoli in canovacci da cucina. Dall’ebollizione far bollire 25 minuti. Far raffreddare i barattoli nell’acqua.
Conservare poi in frigorifero i barattoli fino all’utilizzo (entro 7-10 giorni).
Quando desiderate utilizzare questo sugo da viaggio basterà aprire il barattolo e far scaldare il sugo in una padella o al microonde e condire della pasta a piacere, oppure farcire delle belle fette di pane tostato e gustare il mare.
Profumare con prezzemolo fresco e poco olio extra vergine a crudo.
Ogni barattolo è adatto per condire 300-350 g di pasta.
Abbinamento birrario a cura di Federica Russo per “Le donne della birra”

Grazie a questa ricetta siamo già in vacanza. L’idea del sugo da viaggio è perfetta per avere sotto mano, anche lontano da casa, una soluzione sfiziosa da mettere a tavola.
Gli ingredienti scelti da Eleonora per questo sugo chiamano l’estate a gran voce: pomodorini, pesce spada, olive taggiasche e capperi.
Ma se da un lato i cinque sensi sono già rapiti, dall’altro il sesto senso della Sommelier della birra fa aguzzare l’ingegno per trovare l’abbinamento più appetitoso tra piatto e pinta. Perché si sa, quando c’è di mezzo il pomodoro, bisogna drizzare le antenne. La sua tipica acidità, infatti, può trarre in inganno. Altri trabocchetti sono, invece, nascosti tra la sapidità delle olive e dei capperi e la personalità marina del pesce.
Per smussare al meglio queste spigolature gustative si può chiedere aiuto alla tradizione d’Oltremanica, numero uno in fatto di lavorazione dei malti. E siccome saranno proprio loro i protagonisti dell’abbinamento birrario, ecco lo stile da provare: Amber Ale.
Qualcuno storcerà il naso… ma come le Amber Ale non sono americane? Certo, la versione più luppolata ricalca il trend a stelle e strisce ma le radici affondano nella terra d’Albione.
Ed è proprio qui che il Birrificio Dulac (Galbiate – Lecco) ha voluto prendere ispirazione per “L’Ambrada”: gradazione alcolica di 5,5% ABV e senza glutine.
Nel bicchiere si ritrova la rotondità data dal malto che “addolcisce” l’aspetto sapido della pietanza e rende più “facile” il carattere deciso del pesce. La speziatura, invece, data dai condimenti del piatto (aglio e pepi) esalta le note fruttate dalle sfumature rosse e mature. La luppolatura elegante pulisce e prepara la bocca per un nuovo morso.
Federica Russo https://www.instagram.com/federusso_beerlover/
Cheers!



